Riordino gli improperi & placo il disgusto ###

Mi sono sempre autoesclusa dal commentare sui social qualsiasi cosa riguardasse politica e religione, ma questa volta non posso proprio tacere.

È un periodo storico disastroso su tutti i fronti: il popolo è ormai allo stremo della sopportazione, senza quasi più tolleranza, e non ha più voglia di ridere o subire ulteriormente il ballo del potere.

L’elezione del presidente della repubblica mi provoca un travaso di bile inaudito iniziato con la candidatura di lui, l’innominabile.

Siamo al terzo giorno di votazioni, che si concluderà con un niente di fatto. Stiamo giocando a figurine? Partitina a biglie?

Guardo lo scrutinio delle votazioni con una tale rabbia, che non provavo da molto tempo. Si, perché oltre alla catasta delle schede bianche, c’è anche chi, in preda alla goliardia, si permette di scrivere nomi del calibro di Lotito, Siffredi, Bossi o Vespa…ma siete impazziti? Lo trovate divertente o pensate di esserlo?

Qui non ride più nessuno.

Ci troviamo in mezzo al mare con una carretta che imbarca acqua, ve ne rendete conto? Noi sì, e da un bel po’ di tempo, ma capisco che non abbiate i problemi di arrivare a fine mese, di portare tre pasti a tavola o di pagare le bollette senza rinunciare a qualcos’altro.

Siete pessimi.

Non abbiamo riso neanche quando avete affossato in senato il DDL ZAN, e invece la maggior parte di voi ha esultato come se la guerra fosse conclusa, come se le persone discriminate, offese, pestate, uccise non facessero parte del mondo, del vostro mondo: nessuno è al sicuro dalle discriminazioni. Potrebbe succedere, che una mattina qualcuno si svegli ed inizi ad odiare quelli con l’abito e la cravatta blu, o chi porta felpe dalle scritte improbabili, o quelli che indossano il papillon (ogni riferimento a persone è puramente casuale).

Nella mia testa si aprono cassetti di memoria infiniti, manifestazioni in pizza, dissenso civile, e lascerò che questo testo parli per me.

Sono intorno a noi, in mezzo a noi
In molti casi siamo noi a far promesse
Senza mantenerle mai se non per calcolo
Il fine è solo l’utile, il mezzo ogni possibile
La posta in gioco è massima, l’imperativo è vincere
E non far partecipare nessun altro
Nella logica del gioco la sola regola è esser scaltro
Niente scrupoli o rispetto verso i propri simili
Perché gli ultimi saranno gli ultimi se i primi sono irraggiungibili
Sono tanti, arroganti coi più deboli, zerbini coi potenti
Sono replicanti, sono tutti identici, guardali
Stanno dietro a maschere e non li puoi distinguere
Come lucertole s’arrampicano, e se poi perdon la coda la ricomprano
Fanno quel che vogliono si sappia in giro fanno
Spendono, spandono e sono quel che hanno                                                       Sono intorno a me, ma non parlano con me
Sono come me, ma si sentono meglio
Sono intorno a me, ma non parlano con me
Sono come me, ma si sentono meglio        E come le supposte abitano in blisters full-optional
Con cani oltre i 120 decibels e nani manco fosse Disneyland
Vivon col timore di poter sembrare poveri
Quel che hanno ostentano, tutto il resto invidiano
Poi lo comprano, in costante escalation col vicino costruiscono
Parton dal pratino e vanno fino in cielo
Han più parabole sul tetto che S.Marco nel Vangelo
Sono quelli che di sabato lavano automobili
Che alla sera sfrecciano tra l’asfalto e i pargoli
Medi come i ceti cui appartengono
Terra-terra come i missili cui assomigliano
Tiratissimi, s’infarinano
S’alcolizzano e poi s’impastano su un albero – boom!
Nasi bianchi come Fruit of the Loom
Che diventano più rossi d’un livello di Doom                                                        Sono intorno a me, ma non parlano con me
Sono come me, ma si sentono meglio
Sono intorno a me, ma non parlano con me
Sono come me, ma si sentono meglio    Ognun per sé, Dio per sé
Mani che si stringono tra i banchi delle chiese alla domenica
Mani ipocrite, mani che fan cose che non si raccontano
Altrimenti le altre mani chissà cosa pensano, si scandalizzano
Mani che poi firman petizioni per lo sgombero
Mani lisce come olio di ricino, mani che brandiscon manganelli
Che farciscono gioielli, che si alzano alle spalle dei fratelli
Quelli che la notte non si può girare più
Quelli che vanno a mignotte mentre i figli guardan la tv
Che fanno i boss, che compran Class     Che son sofisticati da chiamare i NAS, incubi di plastica
Che vorrebbero dar fuoco ad ogni zingara
Ma l’unica che accendono è quella che da loro l’elemosina ogni sera
Quando mi nascondo sulla faccia oscura della luna nera.

Frankie hi-nrg “Quelli che benpensano”

Un pezzo scritto nel 1997… Cosa è cambiato?

Come direbbe Cetto, famoso sindaco calabrese: “Una beata…”

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24 pensieri su “Riordino gli improperi & placo il disgusto ###

  1. se al senato o alla camera ci fossero dei goliardi di vecchia memoria, a quest’ora il presidente ci sarebbe.
    Un voltastomaco vedere delle persone che noi paghiamo comportarsi come bambini viziati e anche peggio.
    Il nostro guaio? Alle elezioni li votiamo a scatola chiusa.

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  2. Che sia divertente lo pensano solo loro.
    Una classe politica pessima, che non riesce a vedere al di là del propri naso, che antepone i propri interessi a quelli della popolazione, che non è capace di fare un progetto economico/sociale di medio termine, che garantisce solo i ricchi e gli evasori, che non riesce nemmeno a partorire il nome di un Presidente.

    Piace a 1 persona

  3. Anch’ions9jon8ndignata di tutto ciò che ci stanno proponendo, è un film già visto o 7n racconto già letto che si ripete… e la stra maggioranza che rimane a guardare anestetizzati… Non esiste più il coraggio da parte del popolo la ribellione ma non a parole ma bensì a fatti!!! Ho una rabbia addosso che neppure immagini…

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  4. Io non ho più liquidi biliari, mi scende tutto nell’intestino…
    Trovo sia un disastro epocale, una vergogna che andrebbe censurata. Siamo arrivati a dei livelli di disumanità che fanno orrore. Con che fiducia guardare al futuro .. proprio non so. Non so se si rendano conto… dello schifo che stanno ostentando. Ma sai Low? Chi è rimasto nel vivaio? A suon di politicanti improvvisati, ignoranti, incolti, ma cosa vuoi trovare….
    Poveri noi

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