Uno dei miei ultimi “veli pietosi”

Che brutta umanità!

Ultimamente, è balzata alla mia attenzione, come uno schiaffo in piena faccia, la moda (chiamiamola così) delle raccolte fondi sui principali canali social.

Fin qui, nulla di dire.

Ci sono sempre state.

Quando ero piccola mio nonno scriveva gli auguri di natale e di pasqua a tutti i parenti e amici su cartoncini che arrivano da un’associazione di bimbi sfortunati con varie malformazioni a cui dava una donazione tramite bollettino postale. Sarà stato vero? Chi lo sa, ma lui era felice di fare del bene.

Qui, invece, il discorso prende una piega vomitevole e di bassa umanità.

Tutti ormai sappiamo chi sono gli influencer e gli youtubber. Non voglio dare giudizi su loro: ognuno fa come può, ma quando si strumentalizzano i propri figli lì, perdo ogni segno di civiltà ed educazione.

Una giornalista ha sollevato il problema pubblicando filmati di raccolte fondi dove, senza nessun rispetto e amore per i propri figli, vengono sistematicamente mandati in onda nei momenti più fragili e dolorosi della loro ancor breve esistenza per impietosire gli animi di chi morbosamente (si tratta di questo) guarda.

Personalmente, non sono nemmeno arrivata alla fine delle stories, perché mi sono sentita male e ferita da questa ulteriore mercificazione dell’essere umano.

I volti coperti nel profilo della giornalista, ma sul canale dove c’è la raccolta fondi o i click di visualizzazione, tutto a volto scoperto.

Purtroppo non parlo del solito balletto, ma di cicli di chemioterapia, di bambini intubati in ospedale, di come si applica l’ago per l’infusore dell’insulina sul pancino del proprio figlio.

Siete dei mostri! Non meritate i vostri figli.

Io sono contraria a qualsiasi pubblicazioni di minori sui social, figuriamoci se mi piace vedere un bimbo che fa la chemio.

Siete malati voi, ma nella testa e i bimbi, inconsapevoli o consapevoli attori sono posizionati a favore della telecamera.

Come cresceranno questi pargoli nelle mani di mamma e papà che pensano a quante visualizzazioni hanno avuto oggi, o fanno vedere i regali che hanno ricevuto dagli sponsor impietositi?

Quando i vostri figli saranno grandi, superando le loro malattie, cosa penseranno di voi genitori? Come prenderanno il fatto di avere una documentazione audiovisiva della loro malattia con migliaia di visualizzazioni.

Poi, ci sono raccolte fondi di associazioni serie, che impiegano i soldi raccolti per la ricerca, e questo è bene. I rendiconti delle donazioni vengono pubblicati e si sa che i soldi dati vengono investiti per il bene di chi soffre. Ma questi individui che raccolgono soldi senza postarne l’utilizzo…sono dei cialtroni!

Ma gli altri? Non si può fare nulla per bloccare questo scempio si umanità? Sono sempre più magonata.

Genitori vuol dire proteggere dal male del mondo, accudire con amore, preparazione al brutto, ma anche far amare il bello che c’è.

“I figli iniziano amando i genitori, in seguito li giudicano. Raramente, se non mai, li perdonano”.

Oscar Wilde

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27 pensieri su “Uno dei miei ultimi “veli pietosi”

  1. per fortuna non bazzico i social e quindi mi risparmio tutto questo. Comunque sfruttare le immagini di bambini – ma anche di adulti – per ottenere dei riconoscimenti economici è vomitevole. Apprezzo molto di più chi soffre in silenzio e trattiene il proprio dolore per i figli ammalati piuttosto di chi lo mette in piazza.

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  2. Terribile…

    Spero che si trattino solamente di casi isolati.
    Credo che il problema di Internet sia che trovi veramente di tutto e di gente fuori di testa ce ne è di tutti i tipi.
    Per quanto terribile, se è qualcosa che riguarda 2 persone, rimango inorridito ma non mi preoccupo a livello di perdita di umanità.
    Ma se il fenomeno inizia a crescere, allora si che mi preoccupo.

    Ci tengo a dire questo perché i Social fanno questo scherzo: propongono roba assurda e se questa diventa virale sembra che il fenomeno sia enorme, facendoti credere che il Mondo sta andando a pezzi e tu non puoi fare altro che sperare nell’estinzione di massa.
    A me non piace per niente questa cosa: non voglio cedere a questo.

    Per ritornare in tema, come dici te ci sono associazioni serie e per fortuna sono numericamente le più grandi, diffuse, rilevanti e non usano queste strategie per raccogliere fondi.
    E spero che certi fenomeni rimangano confinati a pochissimi casi.

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  3. Ancora una volta non posso che trovarmi d’accordo con te.
    Mamma mia, ho i brividi comunque. Ce ne sono di genitori che usano i figli. A volte per mera sopravvivenza (che comunque non è giustificabile, ma vabbè), altre volte per vero e proprio lucro.
    Pensare a questo mi provoca molto dolore e non faccio che augurare a quei bambini di crescere il più in fretta possibile e liberarsi del peso di quel tipo di genitori. Certo, augurare ad un bambino di crescere in fretta è una cosa molto triste, ma tant’è, è l’unico modo per poter decidere di sé stessi.

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  4. Sono d’accordo, ed aggiungo un’altra considerazione.
    Certi filmati vengono fatti APPOSITAMENTE per provocare un senso di colpa in chi lo guarda, che si reputa fortunato per se stesso, che deve impietosirsi per forza. Io lo trovo scorretto anche moralmente. Pur vero che in qualche modo si *deve* smuovere la sensibilità delle persone, ma non sfruttando i figli o i malati (a loro insaputa) e senza generare i sensi di colpa.

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