“Ho visto persone a pezzi aiutare chi aveva solo una crepa” Charles Bukowsky

Una frase che colpisce, e dove restano racchiuse tutte una serie di considerazioni personali e non.

Chi è così altruista da trovare la forza di aiutare qualcuno, in special modo quando è a pezzi?

In questo tipo di società dove la squadra conta solo per farti brillare e l’individualismo è ormai la strada più battuta, mi sembra quasi impossibile un risultato del genere.

Non c’è più tempo per soffermarsi, per accogliere ed accudire.

Per mia esperienza personale ho sempre aiutato, senza far caso alle mie difficoltà di qualsiasi genere. Penso sia un’attitudine, a cui non si riesce a sottrarsi.

E pazienza se si viene usati o maltrattati, lo si fa lo stesso. Non è giusto, ma la sofferenza degli altri mi ha sempre fatto male…forse più della mia, perché sono stata fortunata tutto sommato.

C’è chi se ne approfitta spesso, chi lo fa sistematicamente, perché da solo non sa fare fronte alle difficoltà: abitudine o metodo?

Crocerossina, cavalier servente, pena, pietà: si può classificare in molti modi senza saper dire no.

Molte volte ci si offre volontari, per amore, amicizia, spirito buono.

Però, non ci dobbiamo aspettare nulla in cambio: questo è l’errore più comune. Gli altruisti lo fanno e basta.

I pezzi personali andranno a posto…forse.

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46 pensieri su ““Ho visto persone a pezzi aiutare chi aveva solo una crepa” Charles Bukowsky

  1. Penso che sia sbagliato aiutare con l’intenzione di ricevere poi in cambio qualcosa.
    Ma allo stesso tempo credo anche nella reciprocità dei rapporti.

    A meno che non si tratti di un figlio, è bello quando i rapporti sono alla pari e ci si aiuta a vicenda.

    Ma forse le persone a pezzi che aiutano quelli che hanno solo una crepa, considerano tutti come se fossero loro figli.
    È uno stadio dello Spirito sicuramente più maturo del mio 🙂

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  2. Le religioni ci hanno detto: se fai del bene andrai in paradiso. Tutti siamo intrisi di queste affermazioni, anche se non ce ne rediamo conto. E’ un po’ come dire, “se fai la brava bambina e sei buona, poi ti do il premio!” Così tutti diventano più buoni, soprattutto sotto Natale, ma in definitiva lo fanno perché si aspettano una ricompensa. Pochi, davvero pochi, forse quelli che di queste manipolazioni non sanno davvero nulla, o forse quelli che hanno toccato il fondo e sanno perfettamente che cos’è la sofferenza, quella cruda e vera, quella che spacca dentro, ecco, solo quelli sanno dare senza aspettarsi nulla in cambio, e sono rari. E Bukowsky è di questi che parla; lui parla degli ultimi, di quelli che sanno che cos’è il dolore e proprio per questo, hanno pietà del prossimo. Non so quanti di noi possono dire la stesa cosa, non so quanti possono dire di aver veramente toccato mai il fondo, fino a non poterne più e ad essere vivi solo per quell’animale istinto di sopravvivenza che ti porta ad aggrapparti a tutto pur di non soccombere; queste sono le persone che pur essendo sfaldate, aiutano chi ha solo una crepa. Per tutti gli altri, essere buoni è una passeggiata, a confronto. Mi chiedo che merito abbiamo nel decidere di essere buoni, quando questo non costa nessun dolore, nessuna reale fatica; mi chiedo perché dovremmo andare in paradiso, solo perché facciamo ciò che qualsiasi animale fa senza aspettative, ma perché è giusto preservare la Vita e la specie. Noi esseri umani pensanti, che merito dovremmo avere nel fare ciò che è giusto, ciò che semplicemente va fatto? Nessuno; è nostro dovere. E chi sceglie di non farlo, è forse meno umano? Ha meno meriti? Andrà in paradiso, o all’inferno? O semplicemente è condannato a vivere una vita vuota che va contro la sua natura?

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  3. Charles Bukowsky… viene definito… “poeta e scrittore maledetto”…
    in questa frase è racchiusa tutta la forza dell’amore e della com-passione che un essere umano può provare nei confronti di un altro essere umano in difficoltà indipendentemente dalle difficoltà che prova lui…
    non è facile sapersi donare così…
    non è facile essere in empatia…
    ciao Low… dolce notte a te… 😄🌈🌟

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  4. L’individualismo è la chiave del mondo attuale. In un mondo “social”, non si è affatto “social”, ma si usano le piattaforme solo per avere l’attenzione degli altri.
    Quando poi hai bisogno, pochi sono quelli che davvero ti aiuteranno. L’altruismo esiste ancora, ma non è ovunque.

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  5. Io l’ho sempre fatto. Non mi sono mai tirata indietro anche quando la prima ad avere problemi ero io. Li mettevo da parte e cercavo di aiutare chi ne aveva bisogno. Chi in quel momento per me contava qualcosa. Forse ora me ne pento. Perché alla fine ne ho ricevuto solo calci. Ma in quel momento ne ero contenta. Ho sempre preferito dare piuttosto che prendere.

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