Time out

Mi c’è voluto un pochino di tempo per somatizzare la nuova situazione: ho ascoltato gli umori di chi aveva voglia di parlare, e la frase più gettonata è stata “siamo nella merda”.

Ecco.

Ora, non sono una catastrofista, ma la penso anche io così, e non parlo di politica, di ministeri, di formazione del governo, ma del lato umano di queste elezioni.

Mi lascia perplessa e amareggiata il fatto che si sia sentito il bisogno di eleggere e votare un partito di estrema destra. Mi disgusta che la gente si sia dimenticata che cosa sia il razzismo, che cosa sia la violazione dei diritti, che alcune persone si sentano più in pericolo di altre.

Non comprendo questo voto, non riesco a capirlo. Forse sono limitata, perché se fosse stata una protesta al mal governo degli anni precedenti, non saremo finiti così.

La stampa internazionale ha messo in risalto queste elezioni in Italia definendolo un futuro governo con maggioranza di estrema destra, il primo dopo la dittatura di Mussolini.

Come siamo arrivati a questo punto?

Ciò che prima era sussurrato, ora verrà gridato senza possibilità di venir punito.

Certo, l’Europa ci guarda e ci sorveglia, ma non basterà a calmare gli animi. Ci hanno fatto vivere nella paura del diverso, di quello non uguale ai canoni della gente perbene, nel timore che una società multietnica ci tolga la libertà, e i delinquenti fossero solo extracomunitari: il male da allontanare, da combattere e rinchiudere.

Non credo sia questo il problema dell’Italia: il sonno perpetuo in cui ci siamo addormentati, la non voglia di reagire, le piazze vuote, e la lotta portata avanti dai divani di casa dietro ad una tastiera.

Ho paura di questa cattiveria verso le minoranze, dell’ignoranza in pillole somministrata quotidianamente da palchi diventati pulpiti, di fede in cambio di voti.

La memoria storica di chi ha votato è stata cancellata con un colpo di spugna e sostitiuta con conservatori liberali.

I primi manifesti con roghi di bandiere arcobaleno mi fanno ribrezzo.

Torneranno in auge tutta una serie di personaggi che non avrei mai pensato di rivedere e siederanno su poltrone rosse di velluto decidendo del nostro futuro, perché una come me, l’unica fiamma che vuole ammirare è quella della legna che brucia nel camino.

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20 pensieri su “Time out

  1. A me fa certamente paura l’ascesa di certa “destra” , ma fa quasi più paura l’ignoranza di gente come Salvini che tra poco governerà (presumibilmente come Ministro) la nostra nazione.
    Sentito ieri con le mie orecchie: in un momento storico in cui dobbiamo salvarci da bollette, caro prezzi, inflazione, disoccupazione, stipendi bassi, guerre, pandemie… Salvini ha testualmente detto che il problema da affrontare sono “i migranti”.

    Ora: che ci voglia un po’ di ordine nella gestione di migranti e profughi, pare ovvio.
    Che sia questo il “problema delle famiglie italiane” è davvero ridicolo.

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