Mozzatevi le dita!

È da stamattina che ci penso, e come al solito, non riesco a star zitta.

È necessario, per riempire la tua triste vita, denigrare l’arte di altri? Su che parametri si basa il tuo commento, volutamente caustico e offensivo, verso le opere di qualcun’altro.

De gustibus tutta la vita, ma se non ti piace, possiamo fare a meno di saperlo. Trovo che sia di cattivo gusto e maleducato imporre la tua arretratezza mentale verso argomenti di cui non sai nulla.

Una canzone è solo una canzone, un disegno è solo un disegno: sono elementi statici, che si animano nel momento in cui la ascoltiamo o lo vediamo.

Certo, se poi la mettiamo in un contesto ambiguo e ne snaturiamo il significato, posso anche capire che risulti ciò che non è.

Negli anni ottanta, se facevi girare all’indietro una cassetta di musica metal, si sentiva la voce del diavolo, o 666. Poi c’è stato Kurt Kobain e il suo suicidio a cui sono stati attribuiti suicidi e colpe, e stamane mi è stato detto da Paola Pioletti che alcune sue opere possono inneggiare alla morte e di conseguenza lei non le pubblica più.

Come se un oggetto inanimato possa spingere qualcuno a fare gesti estremi.

Il potere della suggestione viene dato da chi si lascia suggestionare e non da chi presenta l’opera. Che qualcuno si debba autocensurare per evitare commenti ostili, non lo trovo giusto.

Facciamo così: non ti piace? Non commentare, non mettere like, e ti assicuro che nessuno sentirá la tua mancanza, né della tua persona, né del tuo veleno gratuito.

Nudità, morte, esoterismo, satana, stella a cinque punte, croce uncinata: possono essere simboli negativi, ma solo se partiamo prevenuti e se vengono usati, da chi li interpreta a piacere nella maniera sbagliata.

A questo punto mettiamo le mutande e reggiseni a tutte le sculture nude, il bavaglio a tutti gli opinionisti, chiudiamoci in casa aspettando la morte cerebrale.

Oppure, molto semplicemente…mozzatevi le dita prima di commentare e passate oltre.

Per Paola 🖤